Energia & Performance

Dosare pause e ritmo per match paddle perfetto

DIVERTIMENTO E ADRENALINA:
COME DOSARE PAUSE E RITMO PER IL MATCH PADDLE PERFETTO

 Da qualche anno, e ancor di più durante il periodo COVID-19, il Paddle è diventato uno sport sempre più diffuso ed apprezzato.

Nascono sempre più campi da gioco e crescono con costanza i tesserati alla Federazione di riferimento.

Nonostante sembri una novità, in realtà il Paddle o Padel esiste dagli anni ’60.

Nel campo di gioco si entra in quattro e ci si sfida in 2 contro 2 su un campo rettangolare 10×20 metri diviso a metà da una rete e delimitato da pareti di cristalli temperati alte tre metri che sono parte stessa del gioco.

Rispetto al tennis vengono utilizzate delle racchette più piccole e a piatto pieno con forellini, mentre la palla utilizzata è molto più soffice.

È possibile colpire al volo, dopo un tocco a terra o di sponda e i muri, oltre a non far uscire la pallina dal campo, sono parte attiva del gioco visto che se ne possono sfruttare i rimbalzi.

È uno sport prettamente aerobico che stimola tutto il corpo, fa consumare tante calorie. Migliora la coordinazione, la velocità, i riflessi e l’attenzione.

Un esercizio fisico di questo tipo permette al cervello di rilasciare endorfine, fondamentali per combattere l’insorgere della depressione e per aumentare l’autostima del giocatore. Probabilmente è per tale ragione che in questo periodo storico è stato apprezzato ancora di più.

IL MATCH PERFETTO

Per il match perfetto, oltre a curare la tecnica, bisogna dedicare il giusto tempo ad alimentazione ed integrazione.

Molto spesso per portare a casa la partita serve quel colpo decisivo, che richiede energia, velocità e la giusta forza.

I muscoli devono quindi avere il carburante necessario per poter sostenere l’azione e segnare il punto decisivo per la vittoria!

La miglior fonte di energia nello sport proviene dai carboidrati, ma per ottenerli fare un pasto eccessivamente ricco e complesso potrebbe compromettere la performance, poiché l’organismo sarebbe più attento alla digestione che al gesto atletico. Sarà dunque di fondamentale importanza scegliere un pasto ricco in carboidrati, pratico e facilmente digeribile. Giocano un ruolo fondamentale le barrette energetiche per sportivi a base di carboidrati come le Energy Bars alla frutta mista di Isostad.

Caratterizzate da un mix di carboidrati semplici e complessi ad elevata digeribilità, sono perfette come spuntino pre-allenamento/gara, ma anche come post-esercizio per ripristinare le riserve di glicogeno muscolare che si sono esaurite durante la partita.

Una volta che abbiamo capito come rifornire il nostro corpo di nutrienti essenziali, è importante lavorare sulla tecnica e la gestione dell’adrenalina da gara.

Potrebbe accadere che durante una competizione le cose non vadano come vogliamo: nervosismo, rabbia e adrenalina incontrollata sono tutti fattori comprensibili e che è necessario gestire per renderli utili durante la partita: devono far parte della strategia di gioco.

Se non controlliamo l’adrenalina e nervosismo nel modo corretto, potremmo compromettere la prestazione muscolare.

Si inizia a respirare in modo accelerato e superficiale: una maggiore rigidità del diaframma e dei muscoli del collo condizionerà la nostra prestazione. Il cervello ordina la produzione di adrenalina e noradrenalina per poter affrontare lo stress, aumentando ancor di più la tensione muscolare. Questo è un meccanismo fisiologico del tutto normale, perché prepara il corpo ad essere più reattivo.

Attenzione però: nello sport la tensione muscolare è il peggior nemico di un atleta. Per eseguire un buon gesto tecnico il muscolo deve essere rilassato e il movimento fluido.

Un trucco è quello di lavorare sulla respirazione diaframmatica per ridurre lo stress e regolarizzare il battito cardiaco.

Altro fattore fondamentale per avere un match perfetto è quello di capire la coppia avversaria e gestire di conseguenza pause e ritmo di gioco.

Se l’avversario ha una velocità di palla nettamente superiore alla vostra, non bisogna cercare di adeguarsi al suo livello di gioco (superiore). Si deve abbassare il ritmo e usare meglio le pareti, prendendo tempo tra un punto e l’altro. In tal modo porterete l’avversario a giocare ad un ritmo (più lento) che non rientra nella sua comfort-zone. Bisogna insomma portare il leopardo, che ha una giocata di offesa, a un ritmo più da bradipo. In questo modo avrete più tempo per organizzare la difesa.

Anche se si gioca con avversari di impari livello, l’aspetto più importante è quello di adeguare il gioco al proprio livello. In alcuni momenti della partita si deve agire con forza e in altri rallentare.

In ogni caso saper sfruttare la velocità di palla è un ottimo asso nella manica. Lavorare dunque sulla tecnica rimane una regola di base.

Tale punto è fondamentale a chiarire un aspetto: forza non è uguale a velocità!

FORZA NON È SINONIMO DI VELOCITÀ

Non è vero che per far andare più veloce una palla bisogna essere dotati di una muscolatura da Ercole e batterla con quanta più forza possibile, anzi, spesso accade proprio il contrario.

Molte volte in preda alla frustrazione, perché in svantaggio o in eccesso di adrenalina, si usa tutta la forza che si ha in corpo pur di segnare il punto per chiudere la partita con gloria. In questo modo i muscoli vanno in tensione e agiscono lentamente. È come quando si giocava con lo yo-yo da piccolini: per ottenere il miglior sali-scendi si dovevano dare colpi di polso lenti ed armoniosi; un accesso di forza avrebbe compromesso il meccanismo.

Lo stesso vale per il paddle: i muscoli devono essere rilassati e a muoversi rapidamente deve essere la punta della pala (racchetta) così da avere un’uscita di palla più rapida.

Quindi, sì alla velocità di esecuzione, no alla forza fisica.

Scegli la giusta strategia di gioco, di una corretta integrazione e di una tecnica man mano sempre più salda. Armati della tua pala e sarai pronto per il match perfetto.

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